Realizzazioni

L'originaria chiesa della comunità parrocchiale di Renazzo, come reperibile dalle fonti storiche risultava, nella prima metà del '700 in un grave stato di deterioramento. La visita pastorale del Cardinal Lambertini del 29 aprile 1733 rileva come fosse necessario provvedere ad un immediato restauro sia sul piano strutturale che per la copertura che "minacciava" rovina. L'alternativa era tra il restauro che si prevedeva piuttosto radicale, od una costruzione exnovo. Di questo periodo sono infatti i disegni (ormai dispersi, che si trovavano nell'archivio parrocchiale) per una nuova chiesa, dell'architetto Pietro Alberti Cavaglieri e dell'architetto Alfonso Torreggiani, entrambi bolognesi. Il Torreggiani stesso, pubblico perito ed architetto della città e della mensa arcivescovile di Bologna, nel 1736 sarà inviato per un sopralluogo e stilerà una dettagliata relazione sullo stato della chiesa. Tale relazione fece affermare per lungo tempo - senza alcun fondamento - che l'architetto della nuova chiesa fosse appunto il Torreggiani.

La prima notizia della nuova costruzione la si trova nella relazione di una Congregazione (la riunione cioè di tutti i capi famiglia) del 1° settembre 1753 e successivamente nel 1744 quando, nuovamente riunita la Congregazione, vengono eletti quattro assunti e deputati per la nuova fabbrica della chiesa. La riunione del 22 novembre dello stesso anno, indetta da mons. Sega deputato agli affari dell'arcivescovado di Bologna, alla quale intervenne anche il commissario arcivescovile di Cento don Francesco Riccoboni, fu la riunione in cui si decise di procedere alla nuova edificazione. La spesa che si prevedeva già ingentissima sarebbe stata coperta dalla vendita di alcuni fondi, con denari depositati presso il monte di pietà di Cento, ma soprattutto con le spontanee elargizioni dei parrocchiani. In questa sede venne anche avanzata l'ipotesi che, in caso di necessità, sarebbe stata imposta una tassa che, come si vedrà in seguito, sarà la fondamentale fonte di denaro per la costruzione. Quanto al progettista “si è venuto da signori congregati suddetti alla elezione del Signor Architetto in Bologna, la quale Ellezione è caduta d'unanime sentimento ed approvazione nella persona del sig. Doti Architetto in Bologna”. Si provvide inoltre a ri-eleggere gli assunti della fabbrica. Costoro avrebbero sovrainteso alla raccolta ed alla esezione delle elargizioni ed a passare i necessari “uffizi con l'eletto Architetto per la visita in sito, la formazzione del disegno e la dirrezzione dell'occorente materiale”, sottoponendo all'arciprete e ai massari il disegno stesso. Si aspettò la primavera-estate dell'anno successivo per chiedere i necessari permessi al superiore ecclesiastico. Il 1° giugno 1745 don Pioppi comunicò al vicario generale a Bologna le decisioni degli uomini di Renazzo, ricordando che per le fondazioni della nuova chiesa si sarebbero usate le pietre ricavate dalla demolizione del portico della vecchia chiesa come hanno deciso gli Assunti della fabbrica coll'assenso del Signor Architetto Dotti. Una carta autografa del Dotti del 22 giugno 1745, informa su altri particolari relativi alla prima fase della costruzione. La calce sarebbe stata fornita dal calcinarolo che già provvedeva la fabbrica del santuario di San Luca. Per i lavori più grossolani si sarebbe usata una certa calce di Bazzano, ma per stabilire, sagramare e tirare cornici si sarebbe utilizzata la calce fornita dal calcinarolo di San Luca. Altre interessanti notizie che si ricavano dalle lettere del Dotti riguardano le basi di macigno da porsi alle pilastrate dentro la chiesa e nella facciata per di fuori. Purtroppo questa ed alcuni altri documenti epistolari sono tutto ciò che ci rimane dell'opera del Dotti sulla fabbrica della chiesa di Renazzo, per la quale ad oggi non è stato ritrovato alcun disegno dell'architetto.

Accanto alla fabbrica della chiesa, la comunità parrocchiale di Renazzo si impegnò nella realizzazione di una ulteriore opera di rilievo, il campanile, progettato da un altro importante architetto bolognese. E' infatti di Angelo Venturoli il progetto e la direzione dell'opera per la realizzazione del campanile.

L’immobile è composto da chiesa con sacrestia laterale, canonica e campanile, quest’ultimo indipendente dagli altri corpi di fabbrica.
La chiesa è costituita da una navata centrale con copertura a capriate in legno e soffitto a volte a botte e cupole in mattoni disposti di taglio, da cappelle laterali con volte a botte in muratura, dal presbiterio e dall’abside con soffitti a cupola in muratura con mattoni disposti di coltello e da un locale tecnico. L’edificio è inscrivibile in un rettangolo di lati 26,3 e 54,5 m. In seguito all’evento sismico di maggio 2012 sono stati predisposti dei presidi provvisori di messa in sicurezza urgente al fine di scongiurare i meccanismi di collasso più prossimi. Sul lato sud del presbiterio è presente la sacrestia, porzione di edificio composta da due zone di differente altezza: la zona in corrispondenza all’entrata alla chiesa è realizzata in muratura e
colonne portanti con un soffitto a volta a padiglione in arellato e copertura in legno con quota di gronda uguale alla sacrestia, mentre la zona verso l’abside ha un’altezza di gronda di circa 5 m ed internamente è controsoffittata con arellato; al centro è presente una volta a vela anch’essa in arellato. La canonica, adiacente alla sacrestia non è oggetto di interventi. Sul Lato nord della chiesa, affiancato al presbiterio e abside, è presente un corpo di fabbrica, ad un solo livello fuori terra di altezza circa 4 m, adibito a rimessaggio/locali centrale termica, tale locale non è oggetto di interventi di consolidamento e non è stato oggetto di rilievo di dettaglio.
Il campanile, indipendente dalla chiesa e collocato sul lato sud, ha struttura portante in muratura ed altezza reale di 53.67 m; presenta un’inclinazione rispetto all’asse verticale di un angolo di 1,518 gradi, pari a una pendenza del 2,38%; la sfera sottostante la croce è fuori asse di 1.28 m. Inoltre la pendenza del campanile presenta una deviazione in pianta di 9 gradi rispetto all’asse parallelo a via Renazzo. In adiacenza al campanile si trova un piccolo locale, ad un solo piano fuori terra, ad uso autorimessa/rimessaggio, adiacente a sua volta con l’oratorio Beata Vergine del Carmine, tale locale non è oggetto di interventi di consolidamento.