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Martedì, 07 Febbraio 2017 16:07

Parametri meccanici murature storiche

G. RONDELET - Trattato teorico e pratico dell arte di edificare - Tavola LXIV

Valori di riferimento dei parametri meccanici per diverse tipologie di muratura. Riferimenti normativi e valori usuali.

Il primo riferimento normativo sui parametri di resistenza delle murature esistenti viene fornito dalla

CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 30 LUGLIO 1981 N. 21745
(PRESIDENZA CONSIGLIO  SUPERIORE – SERVIZIO  TECNICO CENTRALE)

LEGGE 14 MAGGIO 1981 N. 219 - ART. 10.

ISTRUZIONI RELATIVE ALLA NORMATIVA  TECNICA PER LA RIPARAZIONE ED IL RAFFORZAMENTO DEGLI EDIFICI IN MURATURA DANNEGGIATI DAL SISMA.

ISTRUZIONI PER L’APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA TECNICA PER LA RIPARAZIONE ED IL  RAFFORZAMENTO DEGLI EDIFICI DANNEGGIATI DAL SISMA.

 

In particolare la Tabella 1 fornisce i seguenti valori:

Prendendo come riferimento la muratura in mattoni pieni e malta bastarda, i valori di riferimento sono t = 12 N/cmq e = 300 N/cmq.

La nota ordinanza 3274 del 2003, all'allegato 11.D riporta valori diversi ma in qualche modo riconducibili per le murature di tipo "bolognese":

Infatti, poiché viene specificato che questi valori (minimi e massimi), per le murature storiche, sono riferiti a "paramenti semplicemente accostati o mal collegati", nel caso di una muratura tipica bolognese eseguita a regola d'arte, si possono moltiplicare i valori di riferimento per la muratura in mattoni pieni e malta di calce per il coefficiente migliorativo 1.3, ottenendo il seguente valore medio:

smedio = (180+280)/2*1.3 = 300 N/cmq, corrispondente a quello indicato nella Circolare 21745 del 1981.

Per murature bolognesi ad una sola testa sembra corretto applicare lo stesso coefficiente migliorativo 1.3 in quanto è il singolo blocco laterizio ad essere anche diatono sull'intero spessore.

Il D.M. 14/1/2008 - Norme tecniche per le costruzioni (NTC08) incrementa in modo significativo alcuni di questi parametri; forse dal 2003 (2005 se si considera l'OPCM3431) al gennaio 2008 sono state eseguite un numero significativo di prove .... chi ne avesse notizia e volesse condividerla aiuterebbe la comune comprensione. D'altra parte il paragrafo C8A.2 della Circolare 617 riporta ampi stralci di testo dell'OPCM3274.

Su questo aggiornamento di resistenze ho trovato un articolo di Borri e De Maria (COMPORTAMENTO A TAGLIO DELLE MURATURE ESISTENTI: ESPERIENZE E SPERIMENTAZIONI ANCHE ALLA LUCE DEL SISMA IN EMILIA) in cui viene eseguito un confronto numerico tra i casi di resistenza del pannello murario con malta di scarse o buone caratteristiche:

Proseguono gli autori con la considerazione che: "Attualmente, secondo le NTC 2008, se non si fanno prove dirette si possono assumere i valori riportati nella tabella C.8.A.2.1 per la tipologia “laterizio e calce”, i quali però possono risultare molto superiori a quelli effettivi (quindi a svantaggio di sicurezza) se la malta è molto scadente,
oppure molto inferiori a quelli reali se la malta è molto buona (vedere figura 13)."